Mio figlio usa droghe?

Il dramma che coinvolge una famiglia quando un membro è tossicodipendente non è facile da affrontare. La paura e la rabbia di un genitore si scontrano con la psicologia alterata di un figlio che ha lasciato il controllo della propria vita alle sostanze stupefacenti ma che, con perspicacia, dirotta quel che resta della propria volontà per non abbandonare la strada della tossicodipendenza.

I precari equilibri psicologici di una famiglia, che già deve far fronte ai problemi quotidiani della vita di tutti i giorni, devono fare i conti anche con il quadro clinico di un figlio, che fisicamente deperisce e psicologicamente vede alterata la propria personalità dalle droghe, in un circolo vizioso che porta all'alienazione totale e alla morte.

 

Riconoscere il problema
Il primo passo da fare è anche il più difficile: risconoscere un problema di droga all'interno della famiglia. La difficoltà sta sia dalla parte della persona tossicodipendente sia da parte del nucleo familiare. Chi inizia a fare uso di droga non ha nelle prime fasi comportamenti differenti dal solito perché è convinto di poter gestire la situazione e di poter smettere quando vuole.

D'altra parte, anche la famiglia, finché la dipendenza non inizia a mostrasi con tutta la sua forza e la persona coinvolta nel problema ad avere evidenti disturbi dell'umore e della comunicazione, può cercare di allontare i propri sospetti, nella speranza di sbagliarsi, che siano solamente ribellioni giovanili o che col maturare del figlio tutto rientri spontaneamente nella norma.

Conoscere le droghe e i loro effetti è quindi fondamentare per affrontare il problema. La famiglia deve saper riconoscere i segnali e prendere coscienza dei rischi in tempo, perché la resistenza di un figlio “scoperto” si trasforma presto in chiusura, se non addirittura in netto antagonismo e violenza.

 

Sintomi

La persona coinvolta nel problema delle droghe presenta dei sintomi non sempre evidenti ma molto comuni a tutti i consumatori di droghe.

L'indifferenza e l'insofferenza per gli interessi di sempre, gli amici di sempre, i doveri di sempre, prendono il sopravvento, e la partecipazione a qualsiasi cosa; vita familiare, lavoro, studio, si fa debole se non completamente assente.

  • Occhi arrossati, sorriso immotivato, frequenti momenti di assenza mentale, predilezione per i dolci fanno sospettare l'uso di hashish o marijuana.  La cannabis è la droga oggi più usata dai giovani, viene considerata da molti esperti la droga di ingresso alle sostanze pesanti. Scarica il documento sulla cannabis    QUI
  • Occhi lucidi, orbite incavate e scure, pupille a spillo, tendenza a grattarsi spesso, sonnolenza, inappetenza, vomito, dimagrimento eccessivo sono sintomi di uso di eroina.
  • Rapidissimi sbalzi d'umore, dall'euforia all'abulia, ingiustificati movimenti della mascella, pallore di labbra e lingua sono i sintomi di uso di cocaina. 
  • Assente mentre gli si parla o “Viaggi” mentali frequenti per chi fa uso di allucinogeni.

 

Non si può aiutare chi non vuole essere aiutato
La disintossicazione dalla droga non è possibile senza che la persona tossicodipendente lo voglia. Lo stimolo a uscire dal tunnel della droga deve essere interiorizzato dalla persona interessata, perlomeno se si vuole che il programma di recupero funzioni e non lasci spazio a ricadute.

Ad aiutare tossicodipendente e famiglia possono essere i centri di recupero e  le associazioni di genitori, che, in questo senso, spesso svolgono un'importante funzione di mediazione.

Ciò che conta è un lavoro sinergico su tossicodipendente e famiglia in un momento in cui entrambe le parti non hanno la forza per gestire da sole la situazione. Prima ancora che la persona cara si liberi dalle sabbie mobili della droga, la famiglia deve imparare a gestire paura e rabbia fornendo un supporto fermo e di stimolo al proprio caro e questo è possibile se viene supportata da persone competenti in materia come una associazione di genitori. Rivolgiti a noi senza paura.