Cannabis

Cannabis, erba, fumo

COS’È
La cannabis o marijuana è una pianta originaria dell’Asia Centrale, ma ormai coltivata in tutto il píaneta. Le parti utilizzate con maggior principio attivo sono le infiorescenze. Le sue varietà sono tantissime, mentre i suoi derivati sono l’olio (distillazione delle foglie) e l’hashish (ottenuto dall’impasto della resina della pianta con grasso animale o miele).
Questa sostanza si assume solitamente fumandola ma la si può anche ingerire abbinata con dei cibi o sotto forma di infuso (té).

EFFETTI RICERCATI
Aumento delle percezioni sensoriali, specie nelle attività ricreative (musica, pittura, discorrere tra amici...), dilatazione del tempo trascorso. Gli effetti sono quasi immediati, fumandola raggiungono il massimo dopo trenta minuti e cominciano a diminuire dopo un’ora, svaniscono dopo tre. Di solito si registra anche un aumento irrefrenabile dello stimolo della fame, occhi arrossati e problemi di salivazione. 
Se ingerita sotto forma di tè, torte o altri alimenti, l’effetto inizia dopo circa tre quarti d’ora se si è a stomaco vuoto, due ore se a stomaco pieno. L’effetto dura dalle sei alle dodici ore e risulta molto più forte.

RISCHI
Gli effetti sull’apparato respiratorio sono paragonabili a quelli causati dal fumo del tabacco.

Il fumo, per l’assenza del filtro, è più caldo, viene trattenuto più a lungo ed aumentano i rischi di malattie polmonari. Il sistema immunitario risulta depresso come nel caso d’uso d’alcol o tabacco.

Con dosi elevate si possono verificare effetti spiacevoli e indesiderati come manie di persecuzione o piccole paranoie. Sul piano fisico queste ultime possono accompagnarsi a sintomi come tachicardía, mal di testa o senso di pesantezza. Questi problemi di solito sono più evidenti nel caso in cui si sia scelto di ingerirla attraverso cibi o bevande. 
Le ricerche scientifiche su presunti danni permanenti cromosomici o ai tessuti cerebrali sono arrivate nel corso degli anni a conclusioni contraddittorie.

SOCIALMENTE
La cannabis provoca un’intensificazione della percezione dei rapporti con gli altri. Maggiore solidarietà in un gruppo nel quale si sta bene, paranoia se si sta con gente che già non piaceva prima. 

La cannabis ha inoltre un effetto disintegratore dei rapporti formali e gerarchici, i rapporti imposti dalle convenzioni vengono mal sopportati. 
L’impressione che si studi meglio dopo aver fumato è falsa, in realtà si tende a divagare e a non considerare l’impegno come inderogabile.
Se non è stata definitivamente dimostrata l’esistenza di una sindrome amotivazionale conseguente all’uso o all’abuso di cannabis, è però vero che si rischia di non valorizzare o non gustare la vita da «regolari» e di cercare di vivere i momenti ricreativi sempre « fumati», in particolar modo se si appartiene a un gruppo in cui si fuma spesso.

PRECAUZIONI
Questa sostanza, pur rientrando tra quelle droghe definite leggere, ha comunque bisogno di alcuni accorgimenti e attenzioni. 
Se lo scopo di chi fuma è socializzare meglio con gli altri, non lo si otterrà certamente aumentando il dosaggio. Si verificherà invece il contrario. Ciò perché, a dosi elevate, si rischiano maggiormente gli effetti negativi di cui sopra e si ha comunque una sensazione di sonnolenza e di abbiocco.
Nel caso di forti dosi, è facile sentirsi male con una sindrome detta in gergo «collasso», si diviene pallidi, si suda freddo, si hanno capogiri e nausea, insomma si sta parecchio male.

In questo caso lasciare calmo chi sta male, se si vuole sdraiare, aiutatelo a coricarsi molto lentamente. Non aumentate il malessere con un’apprensione eccessiva e appena è possibile fategli bere acqua con un poco di zucchero. Aspettate un’oretta.
Se si usa cannabis in forme diverse dal fumo, è opportuno non ingerirne dosi massicce, perché una volta all’interno dell’organismo non la si potrà più eliminare. Se invece la cannabis viene fumata, ai primi disturbi si può smettere.


Una piccola percentuale di popolazione risulta ipersensibile alla cannabis e può andare incontro a brutte esperienze. Questo è anche dovuto alle nuove frontiere della scienza, che propone oggi piante modificate OGM con una base di principio attivo maggiore rispetto a prima.

Come genitore hai un compito molto importante nell'educazione di tuo figlio.

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